Anche in Italia si investe di più sui software per le imprese

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I software sono fattori di crescita per le imprese, e in Italia finalmente aumentano le dotazioni di budget per queste spese: è questa la sintesi che si può fare del processo di trasformazione digitale cui stiamo assistendo a livello globale e nazionale, sottolineato anche nel corso dei grandi appuntamenti del settore.

L’ultima mossa di Microsoft

L’annuncio più importante arriva dalla Microsoft, che ha completato per la somma di 7,5 miliardi di dollari l’acquisizione di GitHub, la più importante piattaforma a disposizione dei programmatori open source per collaborare insieme allo sviluppo, che raccoglie e conserva i più importanti progetti del momento. Una mossa che conferma come la più famosa società del mondo punti a uno tra i principali player nel mondo del software open source e dei servizi, abbandonando (o mettendo in secondo piano) il focus sul costo delle licenze che ha caratterizzato gli anni passati.

È il momento dei software

Ma è anche un segno, allargando il campo dell’analisi, di come i software siano un fattore concreto del cambiamento, al punto che le ricerche rivelano che le aziende che più sono cresciute negli ultimi anni sono proprio quelle che hanno saputo rendere i programmi digitali un patrimonio e un elemento strategico per la propria attività. Per fornire altri esempi, J.P. Morgan è il principale contributore di “QUORA” (piattaforma di blockchain derivata da Ethereum), Uber offre numerose soluzioni software realizzate internamente anche extra al proprio core business, e Google sforna continuamente soluzioni in settori come intelligenza artificiale, gestione delle reti e così via.

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Ripartono gli investimenti in Italia

Finalmente sembra che anche in Italia qualcosa si stia muovendo lungo la strada dell’innovazione, come rivelato dall’ultimo rapporto di Anitec-Assinform, l’associazione nazionale delle imprese dell’ict e dell’elettronica di consumo, con NetConsulting Cube: il mercato digitale nel nostro Paese è cresciuto di oltre 3 punti percentuali, sfiorando quota 96 miliardi di euro alla fine del 2017, con una ripresa complessiva degli investimenti digitali.

Il digitale ritorna centrale per le imprese

In particolare, sono segnalati come trainanti alcuni comparti particolari di questo ecosistema, a cominciare dai cosiddetti digital enabler (ovvero spese per IoT, sicurezza digitale, cloud e big data, tra le altre), e un’altra spinta importante è arrivata dal provvedimento industria 4.0, che ha portato a una crescita del mercato complessivo del 19 per cento. Più nel dettaglio, secondo il rapporto il mercato dei software applicativi aumenta di oltre 8 punti percentuali, mentre il segmento dei software di sistema cala di cinque punti percentuali.

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I software sono un fattore di crescita

Tra gli aspetti negativi che continuano a essere presenti c’è soprattutto il problema della “cultura” digitale, con troppi territori che appaiono indietro nel processo di trasformazione innovativa e contesti in cui il management non ha ancora abbracciato le novità. Eppure, come dimostra uno studio realizzato da Danea, le imprese che scelgono la via digitale sono più competitive e reggono meglio alla competizione, motivo per il quale diventa fondamentale scegliere il miglior software gestionale per accompagnare la propria attività.

I pilastri del mercato

In definitiva, sono quattro i pilastri che al momento trainano la crescita del mercato italiano secondo Anitec-Assinform, e ovvero data centricity (per la gestione anche strategica dei dati), customer centricity (nell’ottica della valorizzazione dell’esperienza del singolo utente), compliance (spinta anche dal nuovo Gdpr) e non ultimo lo smartworking, sistema sempre più praticato e diffuso nelle organizzazioni professionali.

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