Smartphone con miglior fotocamera

Parliamo oggi di smartphone, ed in particolare modo focalizziamo la nostra attenzione sullo smartphone con migliore fotocamera.

Al giorno d’oggi difatti, a fronte di un sempre maggiore appiattimento delle innovazioni presenti sugli smartphone, le uniche novità  degne di nota sono SOC sempre migliori in termini di prestazioni (a fronte di consumi energetici ridotti), ma sopratutto fotocamere sempre più efficienti e che riescono a scattare foto che, almeno un paio di anni fa, sarebbero state il sogno di ogni fotografo in erba.

In questo articolo non parleremo nello specifico di quali siano i migliori smartphone per fotografare (per questo vi rimandiamo a blog del settore, come ad esempio l’ottimo articolo di Tindaro Battaglia), ma vi mostreremo come scegliere il miglior fotocamera smartphone, in relazione alle caratteristiche che una fotocamera ottimale debba avere per scattare foto, ma soprattutto produrre video di qualità .

Caratteristiche dello smartphone con miglior fotocamera

Quali sono le caratteristiche da valutare in una camera per smartphone? Essenzialmente esse sono tre, e sono riconducibili tutte al cosiddetto triangolo dell’esposizione.

Si tratta quindi di tre parametri che sono essenziali per garantire una corretta esposizione del soggetto da inquadrare, e che contribuiscono in egual misura a determinare quale sia il miglior smartphone con fotocamera per le proprie necessità . Per ciascuna di queste caratteristiche, capiremo come entrino in gioco per produrre una corretta esposizione, e come debbano bilanciarsi a vicenda per produrre uno scatto perfetto, o per produrre semplicemente effetti che fino ad ora forse non conoscevamo.

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Tempo di esposizione

La prima caratteristica da considerare in una buona fotocamera è il tempo di esposizione della stessa.

Il tempo di esposizione essenzialmente rappresenta il tempo durante il quale la luce penetra dall’otturatore al sensore, ed è di fondamentale importanza per una foto che non sia ne sotto esposta ne sovra esposta.

Se difatti il tempo di esposizione è troppo elevato, si corre il rischio di avere soggetti mossi, o comunque scatti molto illuminati, che non permettono di distinguere il soggetto da riprendere. Tuttavia, a volte si ricorre a questo tipo di esposizione prolungata, proprio per mostrare scene in movimento (le classiche scie dei fanali delle macchine per intenderci) o per produrre effetti naturali davvero spettacolari (il cosiddetto effetto seta dell’acqua in movimento).

Viceversa, scatti con tempi di esposizione troppo bassi sarebbero molto scuri, al limite dell’indistinguibile.

Uno smartphone che abbia una buona fotocamera, dovrebbe prevedere tempi di esposizione che variano dal millesimo di secondo, fino ai 3-5 secondi.

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Apertura dell’obiettivo

Si indica con la sigla f seguita da un numero. Più questo numero è piccolo, maggiore è l’apertura dell’obiettivo, maggiore è la luce che entra all’interno dell’obiettivo stesso.

Anche questa caratteristica è di essenziale importanza. Aprire troppo l’obiettivo, contemporaneamente a lunghi tempi di esposizione, può produrre scatti sovra esposti e pertanto inutilizzabili. Viceversa, obiettivi chiusi e tempi di esposizione bassi possono produrre sotto esposizioni notevoli.

Anche in questo caso, l’apertura dell’obiettivo è utile per realizzare particolari effetti scenografici. Obiettivi molto aperti possono infatti determinare una sfocatura dello sfondo in secondo piano; questa tecnica caratterizza il cosiddetto effetto bokeh, tanto caro agli smartphone di oggi, e che dovrebbe essere una caratteristica basilare dello smartphone con miglior fotocamera (funzione essenziale ad esempio per i ritratti, in quanto isola il soggetto dallo sfondo, facendolo quasi uscire dalla foto).

Negli smartphone attuali, le focali sono fisse. Pertanto saranno da preferire smartphone che hanno obiettivi molto aperti, in modo da poter realizzare scatti con una esposizione ottimale e non mossi anche laddove vi siano condizioni di bassa luminosità  (ad esempio foto in notturna).

ISO

La terza ed ultima caratteristica da considerare nello smartphone con miglior fotocamera è senza dubbio l’ISO. Questa caratteristica definisce la sensibilità  alla luce esterna. Alti ISO possono sopperire a foto sotto esposte, pur determinando un aumento di quello che in gergo viene definito come rumore digitale (il classico effetto a pallini che si vede nelle foto, e che le fa sembrare meno definite). Viceversa, bassi ISO determinano meno rumore digitale, ma in condizioni di bassa luminosità  e con obiettivi poco aperti, possono determinare foto molto sottoesposte.

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Uno smartphone con migliore fotocamera, dovrebbe quindi prevedere una variabilità  di ISO che permetta di sopperire a bassi tempi di esposizione o a basse aperture.

Megapixel della fotocamera

Ultimo parametro sono i megapixel della fotocamera. Abbiamo di proposito inserito questa caratteristica alla fine, in quanto essi non sono determinanti per una buona foto.

A differenza di quanto accadeva in passato infatti (ove si preferiva avere uno smartphone con fotocamera da 16 o anche 20 megapixel, come i vecchi Nokia), ad oggi si preferiscono smartphone megapixel inferiori, ma con pixel di maggiore grandezza e che pertanto siano capaci di catturare più luce.

 

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